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Impianti nuovi
(esempio di impianto da 500 Sm3/h)

Digestore Anaerobico DSA ASAC

Dopo l’idrolisi il fango viene inviato ad una fase di digestione anaerobica mesofila. Rispetto ad un sistema tradizionale il fango è molto più facilmente digeribile in quanto da un lato l’idrolisi ASAC ha solubilizzato il COD rendendolo facilmente disponibile per i batteri metanigeni, e dall’altro ha eliminato anche tutta l’ammoniaca, sostanza tossica e inibente per i batteri anaerobici. In definitiva il processo di digestione anaerobica in queste condizioni avviene in tempi minori e con efficienze maggiori, portando in uscita un digestato con valori di COD, BOD e azoto molto bassi ed idoneo allo scarico diretto in fognatura, previa separazione della sostanza secca per mezzo di ispessimento e/o centrifugazione o filtropressatura. La riduzione dei tempi necessari all’intero processo di digestione anaerobica per il maggiore recupero possibile di biogas, possono scendere notevolmente, specie per biomasse difficili come la pollina e il FORSU, inoltre il residuo metanigeno è ridotto al minimo e di fatto si produce più gas rispetto alle tecnologie tradizionali.

Biomassa

Qualsiasi tipologia di matrice organica anche biomasse difficili da trattare come: pollina, FORSU, fanghi di depurazione, fanghi industriali, rifiuti con alto tenore di ammoniaca.

Curva

Sistema di ricircolo per la minimizzazione del fabbisogno idrico

Container cogeneratore

Con questa tecnologia i volumi di digestione anaerobica sono estremamente ridotti rispetto alle altre tecnologie. Questo significa, oltre a determinare meno ingombri, diminuire i fabbisogni termici ed elettrici per pompaggio e miscelazione. Inoltre non sono necessari trattamenti energivori a valle come compostaggio e nitro-denitro. In tutto il processo il biogas rimane alla pressione atmosferica, evitando costi energetici di compressione come invece necessario nei sistemi a membrane o PSA. Gli autoconsumi sono facilmente coperti da un piccolo cogeneratore eventualmente affiancato da una piccola caldaia a biogas.

Vasca pretrattamento matrici organiche

In questa sezione le matrici organiche vengono dosate e preparate tramite triturazione fine, con preriscaldamento con calore recuperato dal processo e miscelazione per ottenere un fango pompabile da inviare alle sezioni successive.

Scarico digestato in fognatura

La tecnologia brevettata ASAC permette lo strippaggio spinto dell’azoto e la completa degradazione delle sostanze organi- che in fase di fermentazione anaerobica, di conseguenza il digestato liquido in uscita è idoneo allo smaltimento in fognatura (D. Lgs 152/06) tramite la semplice separazione di solidi ed eventuale passaggio in una piccola vasca di ossigenazione. Non sono necessarie sezioni di trattamento nitro-denitro. Non necessita di spandimento del digestato (il digestato può essere scaricato in fognatura).

Biometano

La tecnologia brevettata ASAC permette di ottenere un biometano ad di elevata purezza idoneo all’immissione in rete nel rispetto della normativa vigente.

Skyd ISU ASAC

In questa sezione il fango viene trattato attraverso un processo di idrolisi innovativo messo a punto e brevettato da ASAC, ed in cui le sostanze organiche solubilizzano e vengono rese in forma più digeribile. Inoltre i composti azotati vengono convertiti in ammoniaca gassosa, che viene poi recuperata sotto forma di solfato d’ammonio attraverso uno scrubber all’acido solforico. Quella che viene eseguita in questa fase non è un’idrolisi semplice come avviene di solito nei normali impianti di pretrattamento, ma un’idrolisi specialmente ottimizzata per lo strippaggio dell’ammoniaca e la solubilizzazione delle sostanze organiche, con efficienza molto elevata. In questa fase avviene un primo step di upgrading dove una quota della CO2 presente nel biogas viene assorbita e convertita in bicarbonato di calcio. In questa fase il processo permette anche la completa purificazione dell’H2S e degli altri componenti indesiderati nel biogas. L’ultimo step del processo ASAC è l’upgrading e purificazione finale del biogas in biometano, che avviene attraverso un secondo step di conversione della CO2 in bicarbonato di calcio.

gas-verde
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Dopo l’idrolisi il fango viene inviato ad una fase di digestione anaerobica mesofila. Rispetto ad un sistema tradizionale il fango è molto più facilmente digeribile in quanto da un lato l’idrolisi ASAC ha solubilizzato il COD rendendolo facilmente disponibile per i batteri metanigeni, e dall’altro ha eliminato anche tutta l’ammoniaca, sostanza tossica e inibente per i batteri anaerobici. In definitiva il processo di digestione anaerobica in queste condizioni avviene in tempi minori e con efficienze maggiori, portando in uscita un digestato con valori di COD, BOD e azoto molto bassi ed idoneo allo scarico diretto in fognatura, previa separazione della sostanza secca per mezzo di ispessimento e/o centrifugazione o filtropressatura. La riduzione dei tempi necessari all’intero processo di digestione anaerobica per il maggiore recupero possibile di biogas, possono scendere notevolmente, specie per biomasse difficili come la pollina e il FORSU, inoltre il residuo metanigeno è ridotto al minimo e di fatto si produce più gas rispetto alle tecnologie tradizionali.
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Qualsiasi tipologia di matrice organica anche biomasse difficili da trattare come: pollina, FORSU, fanghi di depurazione, fanghi industriali, rifiuti con alto tenore di ammoniaca.
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Sistema di ricircolo per la minimizzazione del fabbisogno idrico
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Con questa tecnologia i volumi di digestione anaerobica sono estremamente ridotti rispetto alle altre tecnologie. Questo significa, oltre a determinare meno ingombri, diminuire i fabbisogni termici ed elettrici per pompaggio e miscelazione. Inoltre non sono necessari trattamenti energivori a valle come compostaggio e nitro-denitro. In tutto il processo il biogas rimane alla pressione atmosferica, evitando costi energetici di compressione come invece necessario nei sistemi a membrane o PSA. Gli autoconsumi sono facilmente coperti da un piccolo cogeneratore eventualmente affiancato da una piccola caldaia a biogas.
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In questa sezione le matrici organiche vengono dosate e preparate tramite triturazione fine, con preriscaldamento con calore recuperato dal processo e miscelazione per ottenere un fango pompabile da inviare alle sezioni successive.
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La tecnologia brevettata ASAC permette lo strippaggio spinto dell’azoto e la completa degradazione delle sostanze organi- che in fase di fermentazione anaerobica, di conseguenza il digestato liquido in uscita è idoneo allo smaltimento in fognatura (D. Lgs 152/06) tramite la semplice separazione di solidi ed eventuale passaggio in una piccola vasca di ossigenazione. Non sono necessarie sezioni di trattamento nitro-denitro. Non necessita di spandimento del digestato (il digestato può essere scaricato in fognatura).
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La tecnologia brevettata ASAC permette di ottenere un biometano ad di elevata purezza idoneo all’immissione in rete nel rispetto della normativa vigente.
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In questa sezione il fango viene trattato attraverso un processo di idrolisi innovativo messo a punto e brevettato da ASAC, ed in cui le sostanze organiche solubilizzano e vengono rese in forma più digeribile. Inoltre i composti azotati vengono convertiti in ammoniaca gassosa, che viene poi recuperata sotto forma di solfato d’ammonio attraverso uno scrubber all’acido solforico. Quella che viene eseguita in questa fase non è un’idrolisi semplice come avviene di solito nei normali impianti di pretrattamento, ma un’idrolisi specialmente ottimizzata per lo strippaggio dell’ammoniaca e la solubilizzazione delle sostanze organiche, con efficienza molto elevata. In questa fase avviene un primo step di upgrading dove una quota della CO2 presente nel biogas viene assorbita e convertita in bicarbonato di calcio. In questa fase il processo permette anche la completa purificazione dell’H2S e degli altri componenti indesiderati nel biogas. L’ultimo step del processo ASAC è l’upgrading e purificazione finale del biogas in biometano, che avviene attraverso un secondo step di conversione della CO2 in bicarbonato di calcio.

ASAC Green Gas grazie all’esperienza decennale e l’alta professionalità del suo staff è in grado di fornire impianti completi chiavi in mano per la produzione di biometano da qualsiasi matrice organica con altissima efficienza ed il sequestro completo della CO2.

Grazie alla tecnologia brevettata ASAC è possibile realizzare impianti da 25 ad oltre 1.000 Sm3/h di biometano alimentati anche al 100% con biomasse difficili come pollina, FORSU o fanghi civili e industriali.

Nel caso in cui il cliente volesse realizzare autonomamente i sistemi di conferimento, digestione anaerobica e componenti esterne è possibile la sola fornitura del sistema brevettato ASAC di idrolisi con upgrading e sequestro della CO2.

Un impianto nuovo realizzato con la tecnologia brevettata ASAC presenta numerosi vantaggi, uno dei più importanti è quello di poter realizzare un impianto con volumi di fermentazione anaerobica molto ridotti rispetto alle tecnologie tradizionali, la speciale fase di idrolisi brevettata ASAC infatti produce una biomassa molto più agevole da digerire per i batteri anaerobici garantendo tempi di ritenzione molto più bassi all’interno dei digestori anaerobici e lo strippaggio completo dell’azoto ammoniacale, con il risultato di poter alimentare l’impianto anche con 100% di biomasse generalmente molto difficili perché ricche di azoto, come la pollina, il FORSU o i fanghi civili o industriali con volumi di digestione estremamente ridotti.

Il digestato poi ha concentrazioni di azoto molto basse e non richiede successivi passaggi di compostaggio o trattamenti nitro-denitro.

Il tutto si traduce in un impianto molto più semplice e di ridotte dimensioni con un impatto estetico molto contenuto, tema questo particolarmente sensibile e sentito dalla popolazione, che spesso risulta avversa alla realizzazione di impianto biometano proprio per le questioni di inserimento paesaggistico e ambientale.

Anche la necessità di trasporti, altro tema particolarmente sentito dalla popolazione, è ridotta al minimo in quanto con la tecnologia ASAC non si ha la necessità di spandere il digestato liquido, che viene invece rilasciato direttamente in fognatura.

Per dare un termine di paragone si riporta il dimensionamento di un impianto da 500 Sm3/h alimentato 100% pollina dove si possono osservare superfici di installazione molto minori se paragonate alle tecnologie tradizionali (membrane, PSA, ecc..)

Infine si sottolinea che il sistema brevettato ASAC non è un semplice sistema di upgrading, ma un sistema integrato dove avviene il sequestro completo della CO2, che viene convertita in bicarbonati, rendendo il carbon footprint estremamente basso.

La tecnologia ASAC è applicabile per:

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